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lunedì 2 novembre 2009

Super Marco


Sabato la buona vittoria con il Parma ha dimostrato una cosa a mio avviso lampante dal Giugno, anzi dallo scorso anno.

L'importanza di Marco Borriello, la nostra miglior punta, in grado di abbinare doti di goleador indiscusse ad una indispensabile potenza fisica, molto utile con il gioco di Leonardo.

La presenza si Borriello aiuto anche le punte esterne, soprattutto Pato, nei suoi nei tagli verso l'area di rigore, fa salire la squadra e si porta via almeno uno dei centrali difensivi avversari.

Speriamo che duri perchè rimane il fatto che negli ultimi 12 mesi lo abbiamo visto partire dall'inizio una sola volta. Sabato appunto.

Lasciamo a Milan lab o chissà a chu altri i motivi di questa perdurante assenza, ma da tifosi speriamo che si sia vista la lice in fondo al tunnel perchè di Borriello, ripeto, abbiamo bisogbo come il pane.

Del resto che dire. Ci ripeteremmo all'indinito.

Constatiamo che la mediocrità del campionato permette ad una squadra al limite ed un po' derelitta come la nostra di essere ea due punti dal secondo posto.

Miracolo? No, mediocrità altrui dicevamo unita ad un nostro buon momento che potrebbe terminare a breve.

Quache merito però Leonardo l'avrà pure no?


VAN

martedì 3 luglio 2007

Per qualche euro in più...



Si vocifera che il Milan, per allontanare Kaka dalla grossa tentazione del super ingaggio di 10 milioni di euro che il Real Madrid è pronto a sganciare, sia pronto a ritoccare il già alto stipendio di Ricky, portandolo da 6 milioni a 6.5 milioni più premi.

La differenza non è nemmeno moltissima, ma il problema sta nel concetto.

Innanzitutto questo significherebbe alzare il tetto ingaggi del Milan che era fissato ad un massimo di 6 milioni. Si andrebbe controcorrente alla politica di riduzione stipendi degli ultimi anni.

Il problema più grosso però è che bisogna fare in modo che il coltello dalla parte del manico lo abbiano le società, altrimenti tutti gli anni qualche "stella" verrà corteggiata dai grandi club stranieri e tutti gli anni si sarà costretti ad alzare lo stipendio per non farle andar via.

Kaka ha un contratto fino al 2011. Deve e ripeto deve (da qualche nuova legge) essere costretto a rispettarlo alla cifra per la quale ha firmato.

Insomma...più potere alle società e meno ai calciatori, soprattutto ai loro procuratori che sono la vera feccia che rovina il calcio.

Basten

mercoledì 27 giugno 2007

Giovane o non giovane......



Con il mercato rossonero che langue – attenzione però a Drobga e Pato – vi pongo una domanda che credo possa rappresentare spunto di discussione.
Fatte salve le logiche e giustificate pretese di ringiovanimento della rosa e di programmazione futura indispensabili per una squadra di vertice che voglia rimanere al vertice, non è che la scelta del Milan di puntare spesso su giocatori affermati – dico affermati non vecchi rimbambiti – non sia così sbagliata, almeno nell’ottica del successo immediato su palcoscenici internazionali ?

Mi spiego meglio. Ho acquisito la quasi certezza che puntare sui giovani sia cosa da centellinare e che debba essere ben orientata solo su quei pochi giovani che lasciano intravedere qualità da campioni e solo se hanno ancora costi da “giovani”. Se in Europa non sono tantissimi, in Italia, ad oggi, temo siano pochissimi. Questa mia sensazione ha trovato conferma guardando l’europeo under 21, dove i nostri ragazzi pompati dai media, hanno raccolto una magra figura in termini di gioco e dimostrato evidenti limiti in fatto di tasso tecnico e di personalità. Peccato che questi stessi ragazzi siano arrivati alla manifestazione dopo che molti di loro si sono messi in gran luce nel nostro campionato, anche come titolari fissi. Parliamo di Rosina, Montolivo, Pazzini, Aquilani, Rossi per concludere con i disastrosi difensori Motta, Andreolli o Raggi che sono stati bucati nelle prime due sfide peggio che uno scolapasta.

Gente che nelle squadre di provincia si mette in mostra e viene considerata un campione o quasi, si arena poi al primo confronto internazionale. Dimostrazione lampante che A) il nostro ultimo campionato è stato meno che mediocre e B) si diventa sul serio grandi giocatori solo quando si e competitivi sulla ribalta internazionale, giocando e vincendo partite che contano, non facendo un gol da metà campo dopo aver dribblato dieci difensori dell’Ascoli.

La faccio breve. Bisogna puntare su giovani talenti ancora da scoprire e poco conosciuti con un minimo di rischio ma dal costo relativamente basso.
Le operazioni Bonera e Gourcouff - su cui vale la pena insistere – sono esempi che vanno nella direzione giusta e chi sa mai ogni dieci anni ti fanno scoprire un kaka. Bisogna diffidare invece dai giovani già semi affermati che, pur avendo tutto da dimostrare, sono accompagnati da cartellini a due cifre e pretendono ingaggi milionari, tipo i nostri under 21. A quel punto e a quelle cifre, almeno per l’undici titolare, forse meglio puntare su un trentenne stile Zambrotta – è solo un esempio - che magari hanno solo due o tre anni nelle gambe ma che sicuramente so cosa potranno darmi in questi due o tre anni, piuttosto che sui Pasqual o i Raggi o i Rosina che sgambettano come tori fino a che sono coccolati ma che si perdono se escono dal giardino di casa loro. E diciamocelo, per vincere le Champions di giardini bisogna visitarne molti.

Insomma giovani si, ma diffidare dei campioncini troppo portati dalla stampa. Cercare quelli di cui non parla nessuno.
Van